Riflessioni sulla politica energetica italianaRiflessioni sulla politica energetica italiana

Ammesso che non si voglia o non si possa variare il nostro mix energetico, sarebbe perlomeno possibile lavorare su una riduzione dei consumi.

Iniziamo con l`esaminare l`efficienza energetica degli edifici. Oggi si parla spesso di classi di efficienza energetica, anche se queste non sono ancora ben state definite. In linea di principio, un edificio in classe energetica A dovrebbe consumare meno di 30 kWh all`anno per m². Tuttavia le differenze climatiche possono influire molto su questo numero ed inoltre, ad esser rigorosi, non viene specificata la temperatura da mantenere all`interno, sia in estate che in inverno.

Tecnicismi a parte, il problema è che gran parte dei nostri edifici sono spaventosamente inefficienti. Facciamo rapidamente un conto di quanti m³ di metano, o litri di gasolio, utilizziamo in un anno. 1 m³ di metano (o 1 litro di gasolio) corrispondono circa a 10 kWh di energia termica. Quindi, sulla base delle nostre bollette, siamo in grado di capire approssimativamente quanti kWh consumiamo in un anno.

Dividiamo il numero appena dedotto per la superficie (in m²) del nostro appartamento/edificio, così da poterci rendere conto del consumo per unità di superficie. Un edificio in classe B dovrebbe consumare meno di 50 kWh per m², includendo pure i consumi elettrici del condizionatore durante l`estate. Immaginiamo quindi che il numero ottenuto dal nostro calcolo sia ad esempio 200 kWh per m². Orbene, intervenendo in modo oculato sui ponti termici presenti (copertura, pareti esterne, serramenti…) potremmo facilmente ridurre di 4 volte la nostra bolletta annua: è poco?

Bisogna dare atto allo Stato e a molte Regioni della particolare attenzione nei confronti del problema dell`efficienza energetica degli edifici, promossa attraverso l`elargizione di numerosi incentivi per le opere di miglioramento. Tuttavia i contributi sono quasi sempre molto complessi da ottenere.

Si potrebbe alternativamente ottenere dei risultati penalizzando gli edifici inefficienti. Nel caso in cui il consumo sia in eccesso, per esempio oltre 50 kWh annui per m², si potrebbe aumentare proporzionalmente il costo dei combustibili ed impiegare queste risorse per premiare quei soggetti che possano provare un improvviso calo dei consumi associato ad una valida certificazione energetica del proprio immobile. Se poi si prevedessero prestiti a tasso agevolato, i risultati sarebbero ben più immediati ed evidenti senza passare per le lunghe e scoraggianti complicazioni burocratiche attuali.

Probabilmente questo è contrario alla logica del libero mercato in cui più si consuma meno si paga ma l`attuale situazione economica italiana richiede delle misure drastiche ed efficienti. Non meno importante è la considerazione che questo tipo di interventi costituiscano un vero e proprio volano per l`economia e mettano in moto un settore, quello delle ristrutturazioni energetiche, essenziale almeno per il prossimo decennio.

Posted by anonymus on 27/03/2009

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